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DOPING IN PALESTRA

(Tempo di lettura: 4 minuti) In ambito sportivo gli steroidi anabolizzanti vengono utilizzati per la loro funzione anabolica e androgenica, ovvero per favorire la crescita di massa muscolare e il suo effetto. Sto parlando di ormoni, tra i quali troviamo anche il famoso testosterone, uno degli ormoni più spesso rilevati durante le analisi per antidoping nello sport. Studi recenti hanno evidenziato come negli ultimi anni l’utilizzo di queste sostanze sia aumentato tra i frequentatori amatoriali delle palestre che arrivano ad assumerne dosi sovrafisiologiche ad ogni ciclo.

Tra i tanti effetti collaterali che possono presentarsi in chi fa uso di steroidi, ne vediamo 3 che dovrebbero far sorgere più di una domanda in chi sta considerando l’idea di assumere tali sostanze.

Questi effetti collaterali sono:
• Disfunzioni cardiache
• Compromissione del sistema endocrino/riproduttivo
• Effetti psicologici


Disfunzioni cardiache

La letteratura scientifica ha evidenziato come all’incremento del consumo di steroidi anabolizzanti sia corrisposto un aumento di episodi cardiovascolari avversi in giovani atleti “sani”. Parliamo di arteriosclerosi, anomalie nella conduzione e coagulazione, ipertrofia ventricolare sinistra, aritmia, ipertensione e dislipidemia [cioè la variazione della quantità di lipidi (grassi) nel sangue].


La ricerca scientifica però, sottolinea il fatto che il numero di trial clinici ad oggi disponibile è ancora limitato per poter stabilire una relazione causale tra i due fattori, ma i dati a disposizione sono comunque sufficienti per dimostrare un’associazione tra il consumo di steroidi e complicanze cardiache premature in giovani atleti che fanno uso di tali sostanze rispetto ad atleti natural. Per chi non lo sapesse viene definito “natural” un atleta che non fa uso di sostanze dopanti.


Compromissione del sistema endocrino/riproduttivo

Dagli ultimi dati a disposizione risulta come circa il 50% di chi fa uso di steroidi soffre di disfunzioni sessuali, incluso il calo della libido e la ginecomastia, ovvero lo sviluppo di tessuto mammario in uomini in cui vi è una compromissione dell’equilibrio tra gli ormoni estrogeni ed endogeni. Questo, volendo usare termini scientifici, in parole semplici: “Vi crescono le tette!”.


Il calo della libido è associato all’amministrazione esogena degli ormoni androgeni che riduce la produzione endogena di testosterone a causa della soppressione dell’asse ipotalamo-ghiandola pituitaria con conseguente sviluppo di anomalie nello sperma maschile come la diminuzione del numero degli spermatozoi e la loro motilità.


Nelle donne invece gli effetti degli steroidi sono più permanenti rispetto agli uomini, tra questi abbiamo: cambiamenti nel tono di voce, quindi voce più profonda, aumento dei peli corporei e crescita nelle dimensioni del clitoride.
Effetti quali aumento dell’aggressività, ciclo mestruale irregolare e acne potrebbero invece essere transitori.


Effetti psicologici collaterali

In soggetti che fanno uso di steroidi sono stati riscontrati cambiamenti del comportamento e disturbi psicologici significativi quali: ostilità, paranoia, senso di colpa e autocritica. Uno studio del 2003 ha evidenziato come i soggetti con concentrazioni di testosterone superiori al normale fossero più aggressivi rispetto a soggetti natural e avessero tratti riconducibili a disordini della personalità e narcisismo. Depressione, dismorfismo corporeo e altri disordini psichiatrici sono stati associati all’uso di steroidi e possono raggiungere livelli estremi tali da portare al suicidio.

Come nel caso delle disfunzioni cardiache anche per gli effetti psicologici collaterali ad oggi non è possibile dimostrare una correlazione diretta tra l’uso di steroidi e le conseguenze psicologiche, ma diversi casi studio hanno portato prove esaurienti su una forte relazione tra i due fattori.

Se vi state chiedendo “Perché se fanno così male allora li producono?” La risposta è che li producono per altre finalità. Il testosterone infatti è utilizzato nella terapia sostitutiva su pazienti maschi che soffrono di ipogonadismo, una condizione per cui il corpo non riesce a produrre la quantità di testosterone necessaria a svolgere le proprie funzioni. Paradossalmente uomini che soffrono di tale condizione sono a rischio di sviluppare problemi cardiovascolari se i livelli di testosterone diventano troppo bassi, proprio come coloro che invece assumono dosi maggiori di testosterone pur essendo soggetti sani.
Dalle ultime ricerche si è visto come la terapia sostitutiva di testosterone abbia portato a una riduzione degli eventi cardiovascolari avversi con conseguente diminuzione del 10% del tasso di mortalità e ulteriori benefici anche a livello sessuale in pazienti che soffrono di ipogonadismo.

L’ultimo dato che voglio portare alla vostra attenzione e che dovrebbe suscitare ulteriore preoccupazione è che quasi il 100% di chi fa uso di steroidi anabolizzanti e androgeni ha effetti collaterali. Se state quindi pensando “Oh, ma a me non succede!” sappiate che le statistiche sono tutte contro di voi. Non potete sapere come il vostro corpo reagirà all’uso di queste sostanze e il ragionamento “provo una volta sola” non regge, perché anche una sola volta potrebbe essere l’ultima. Fondamentalmente il gioco non vale la candela.

Date retta alla scienza, non ci sono scorciatoie, ci siete solo voi e un bilanciere… e il bilanciere non mente mai.

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Bibliografia

Akihita, M. et al. (2010) ‘Low testosterone level as a predictor of cardiovascular events in Japanese men with coronary risk factore.’

Cowley E. (2020) ‘Anabolic-androgenic steroid use among bodybuilders and weightlifters.’

Haerinejad, M. et al. (2016) ‘The prevalence and characteristics of performance-enhancing drug use among bodybuilding athletes in the South of iran, Bushehr.’

Parkinson, A e Evans, N. (2006) ‘Anabolic androgenic steroids: A survey of 500 users.’

Parssinen, M. e Seppala, T. (2002) ‘Steroid use and long-term health risks in former athletes.’

Perrry, P. et al. (2003) ‘Measures of aggression and mood changes in male weightlifters with and without androgenic anabolic steroid use.’

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