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ALLENAMENTO MENTALE E PERFORMANCE - Il modello PETTLEP

(Tempo di lettura: 6 minuti) Vi ricordate quando, nella saga di Cell di DragonBall Z, Goku e suo figlio Goan entrano nella stanza dello spirito e del tempo? Goku, che ormai padroneggia il potere del Super Saiyan, deve allenare Goan per farlo diventare un Super Saiyan. Appena iniziano ad allenarsi Goan urla, si sforza, ma non succede nulla, non si trasforma, allora Goku gli dice “Devi arrabbiarti, solo tirando fuori la rabbia potrai trasformarti in Super Saiyan” e Goan gli risponde “Ma papà io non riesco ad arrabbiarmi senza un motivo!” al che Goku gli dice una cosa molto importante “Goan, ripensa a quando eravamo sul pianeta Namec, ripensa a quando il malvagio Freezer ha fatto del male a tutti i tuoi amici, a come ti sei sentito in quel momento!”
Questa è Visualizzazione..

Weinberg e Gould (1995) definiscono la visualizzazione come una forma di simulazione. Una tecnica che consiste nel richiamare alla mente ricordi di esperienze precedenti e trasformarli in immagini. Per sfruttare al meglio le immagini, è necessario coinvolgere il maggior numero possibile di sensi per creare immagini più chiare e dettagliate.
Alcuni atleti non hanno difficoltà a usare le immagini, mentre altri hanno bisogno di imparare la giusta tecnica tramite programmi di allenamento personalizzati in base alle esigenze, alle abilità e agli obiettivi così da aiutarli a migliorare la loro capacità di visualizzazione.
E’ da questo bisogno che nasce il modello PETTLEP, portato alla luce per la prima volta nel 2001 da Holmes e Collins. PETTLEP è l'acronimo di Physical, Environment, Task, Timing, Learning, Emotion and Perspective..
Questo modello si basa su studi di ricerca sulle neuroscienze che evidenziano l'"equivalenza funzionale" tra i processi neurofisiologici che si verificano nelle immagini e nei movimenti. L '"equivalenza funzionale" spiega come le immagini possono migliorare le prestazioni. Lo scopo del modello PETTLEP è migliorare la tecnica delle immagini attraverso la produzione di una simulazione mentale funzionalmente equivalente. Il successo di questa tecnica dipende da quanto bene le simili regioni neurali del cervello interagiscono tra loro.

Vediamo quindi le singole componenti del modello PETTLEP:

La componente Fisica riguarda la risposta cinestetica: il senso cinestetico ha dimostrato di migliorare le prestazioni atletiche aiutando gli atleti a percepire i movimenti del proprio corpo nello spazio (McIntyre et al., 2003).

La componente Ambiente riguarda la situazione: la riproduzione di immagini di ambienti in cui si svolge la competizione aiuta gli atleti a percepire gli stimoli provenienti dall’esterno. Tuttavia, praticare le immagini nello stesso ambiente in cui gli atleti praticano il proprio sport non è sempre possibile. Per questo motivo ci si rifà al supporto di riprese video e immagini per percepire gli stimoli.

La componente Task, quindi il compito/ruolo degli atleti, riguarda il tipo di movimento che vogliono riprodurre. Il compito immaginato deve essere il più vicino possibile a quello reale e specifico per gli atleti poiché questi devono provare le stesse sensazioni ed eseguire gli stessi movimenti.

La componente Tempo si riferisce alle caratteristiche temporali del movimento. Alcuni ricercatori sottolineano che rallentare le immagini sia utile per vivere pienamente l'esperienza. Ma altri ricercatori benché riconoscano l’utilità di rallentare le immagini sostengono che il tempismo è essenziale nello sport dove il ritmo del compito da eseguire è un elemento chiave per una buona prestazione.

Apprendimento riguarda l'acquisizione del movimento: non appena gli atleti imparano a svolgere un movimento specifico, la tecnica delle immagini va cambiata per essere adattata al nuovo livello raggiunto dagli atleti ed essere più efficace. All'inizio l'approccio è più che altro cognitivo e gli atleti devono concentrarsi sulla tecnica corretta, ma quando il movimento diventa più automatico la loro attenzione inizia a spostarsi dalla tecnica alle sensazioni che provano durante il movimento.

La componente Emozionale rappresenta i sentimenti degli atleti quando eseguono un movimento. Le emozioni e il significato che gli atleti danno loro dovrebbero essere usate nelle immagini se contribuiscono a un cambiamento comportamentale ottimale. Tuttavia, l'emozione non riguarda solo fattori psicologici in quanto comporta anche risposte fisiologiche. E’ stato infatti dimostrato come le immagini di situazioni ansiose causano un aumento della frequenza cardiaca negli atleti. Alcuni ricercatori suggeriscono tecniche di rilassamento per ricordare le emozioni, ma Holmes e Collins (2001), creatori del modello PETTLEP, affermano che “poiché uno sport viene praticato in uno stato dinamico, la tecnica dell'immaginazione motoria dovrebbe riflettere le stesse condizioni e di conseguenza le tecniche di rilassamento potrebbero essere controproducenti”.

La componente Prospettiva è il punto di vista dal quale vengono eseguite le immagini. In precedenza la prospettiva interna (visuale in prima persona) era preferita in quanto è la visione degli atleti durante l'esecuzione di un compito ed è stato dimostrato che migliora le risposte fisiologiche. Tuttavia, studi recenti hanno affermato che la prospettiva esterna (vista in terza persona) è più appropriata per gli sport che richiedono agli atleti di vedere come eseguire movimenti e identificare posizioni specifiche. Pertanto, sarebbe più vantaggioso utilizzare un mix di diverse prospettive; gli atleti avanzati potrebbero anche essere in grado di spostarsi da una prospettiva all'altra.

Sin dalla sua creazione, il modello PETTLEP è stato testato in numerosi studi di ricerca sia in contesti sportivi che non. Infatti è stato sottolineato come possa essere utilizzato in una vasta gamma di attività e popolazioni diverse; ad esempio, c’è stato uno studio (Wakefield et al., 2013) in cui il modello PETTLEP è stato utilizzato per formare studenti di infermieristica sulla misurazione della pressione sanguigna e sulle tecniche di sterilizzazione. I risultati di questo studio hanno mostrato quanto sia utile il modello PETTLEP nel migliorare le capacità psicomotorie negli infermieri, ma hanno anche evidenziato come la mancanza di componenti psicomotorie nelle tecniche di sterilizzazione abbia influenzato l'efficacia del modello.
Nonostante i vantaggi nell’utilizzo del modello PETTLEP, alcuni ricercatori si chiedono se il termine "equivalenza funzionale" sia realmente necessario nella sua applicazione poiché hanno sollevato alcune preoccupazioni sul modo in cui il termine è stato usato per indicare vari significati negli studi di ricerca su tale modello.
Per evitare dunque ulteriore confusione sulla validità del modello, è stato suggerito di sostituire il termine "equivalenza funzionale" con il termine "adattamento comportamentale" quando si utilizza il modello PETTLEP negli studi di ricerca.
Tenendo comunque conto della validità del modello PETTLEP nello sport, ci sono alcuni fattori che non possono essere ignorati: le preoccupazioni sollevate in merito al vasto utilizzo del termine “equivalenza funzionale”, la mancanza di studi di ricerca su variabili diverse dalle prestazioni fisiche e il fatto che alcune componenti del modello potrebbero essere più efficaci di altre.

Guillot e Collet (2008) hanno sviluppato il modello integrativo delle immagini motorie per supportare la ricerca e la pratica delle immagini future. Hanno messo in evidenza quattro aree in cui le immagini possono influenzare le prestazioni sportive:

Apprendimento motorio e prestazioni
Strategia e capacità di risoluzione dei problemi
Motivazione, fiducia in se stessi e stati d'ansia
Riabilitazione infortuni

Da un punto di vista pratico gli allenatori e gli psicologi sportivi possono usare il modello PETTLEP per aiutare gli atleti a migliorare le proprie prestazioni, ma con la consapevolezza che sono necessarie ulteriori ricerche per testare l’effettiva efficacia di tale modello. Dal punto di vista della ricerca scientifica invece, i ricercatori dovrebbero essere consapevoli del limite di tale modello e considerare le linee guida fornite dal modello integrativo di Guillot e Collet per i loro prossimi studi di ricerca.

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